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28 feriti, 200 sfollati e 250 milioni di euro di danni. È questo il bilancio del tornado che poco più di un mese fa si è abbattuto sul comune di Riese Pio X (Treviso).
I cittadini della frazione di Vallà, la più colpita da quell’evento atmosferico, stanno facendo i conti con il difficile ritorno alla normalità.
Grazie alla comunità dei monaci di Anima Universale, per alcuni questo ritorno alla normalità è reso meno difficile.
A poco più di una settimana dal tornado, infatti, una famiglia sfollata, composta da 6 persone, è potuta entrare in un alloggio messo a disposizione da tre monaci ramia (che, stringendosi un po’, si sono trasferiti presso la chiesa che Anima Universale ha a Poggiana di Riese Pio X, insieme agli altri confratelli).
La comunità dei monaci, fondata da Swami Roberto, ha deciso con straordinaria tempestività, di accogliere GRATUITAMENTE queste persone, e – visto l’ingente danno economico subìto – provvederà «fino a novembre anche al pagamento delle utenze (luce, acqua e gas)».
Sensibilità, tempestività, concretezza... ancora una volta Anima Universale dimostra cosa significa “fare Bene il Bene!”.

P.S.: Se ci fosse qualche dubbio, questa è forse l’unica concreta testimonianza di Carità a favore dei cittadini di Vallà, della quale i giornalisti non si sono accorti (o hanno fatto finta?)...! Mah!
Questi sì sono misteri della fede!
Domenica mattina, vedendo Luigi Ferrante che dal fondo del palatenda di Leinì (TO) si incamminava per porgere la Sacra Fiamma della pace a Swami Roberto, il mio pensiero è andato a ritroso nel tempo.
Otto anni fa, in quello stesso punto stazionavano gran parte delle 45 tonnellate dei generi di prima necessità che la grande famiglia di Anima Universale aveva raccolto, per prestare soccorso immediato alle popolazioni indiane del Gujarat colpite dal terremoto.
Di lì a pochi giorni proprio Luigi Ferrante, insieme ad altri devoti di Sai Baba, guidò una importante missione umanitaria in "prima linea", alla quale parteciparono anche ramia Carlo, ramia Franco e ramia Andrea.
Si trattò di una missione vissuta in diretta dai tanti cuori generosi di Anima Universale, che prima si erano mobilitati permettendo di riempire in pochi giorni ben due container di aiuti, e poi si unirono con la preghiera a Swami Roberto, accompagnando spiritualmente i Ramia e gli altri membri della spedizione che si inoltrarono in quella regione dell'India martoriata dal terremoto.
Domenica mattina, mentre guardavo Swami benedire i presenti con la Sacra Fiamma della Pace, pensavo al sole della pace che brilla quando, nell'unico cielo di Dio, l'Oriente e l'Occidente si abbracciano.
E' da un po' di tempo che non riuscivo ad uscire di casa.
Ma oggi, sono arrivata fino alla piazza e quasi mi ero scordata del traffico che la invade: chi va e chi viene, sempre di fretta.
Mi fermo a guardare le persone con i loro visi, tirati o sorridenti, e cerco di intuire la loro vita.
Poi, mi chiedo: dietro agli affanni di ogni giorno, che tempo sarà riservato alla crescita spirituale di ognuno?
E pensando, vado subito indietro nel tempo, quando per me l'ora dedicata alla messa della domenica, mi assolveva dai miei doveri di credente.
Poi le feste, i viaggi... il cercare di curare il mio involucro... E di sorvolare su quello che veramente contava: lo spirito.
Ma allora non capivo.
Poi, in un momento che avevo bisogno di aiuto, conobbi il Maestro e le cose si invertirono: piano piano cominciai a guardarmi dentro, dando meno importanza all'esteriorità. E scoprivo, attraverso la Conoscenza, un modo nuovo per crescere, a volte anche scomodo. Ma affascinante e logico.
Poi, lasciando il filo dei miei pensieri, mi guardo nuovamente attorno.
Vorrei poter gridare a tutti: «Fermatevi! C’è un Maestro che ci può aiutare a comprendere i perché della nostra esistenza! Voglio che abbiate anche voi questa grande opportunità!».

Da sempre Swami Roberto insegna che la vera sensibilità sta nell’accorgersi delle necessità altrui e nel metterle al primo posto, anche a scapito delle proprie.
Con coerenza e molto coraggio, la mia Chiesa, Anima Universale, ha deciso di mettere temporaneamente da parte le proprie gravose necessità, per occuparsi di quelle drammatiche dei nostri fratelli d’Abruzzo.
Anima Universale non gode dell'8 per mille,
non usufruisce di alcun contributo statale,
non ha tariffe e
si affida totalmente alla Divina Provvidenza.
Considerando tutto ciò, questo è davvero un esempio di coraggio, altruismo, amore e solidarietà che merita di riempire la prima pagina di qualsiasi giornale!
«Madre dolcissima e forte,«In molti casi non sarebbe forse un’inutile tortura imporre la rianimazione vegetativa nella fase terminale di una malattia incurabile? In quel caso, il dovere del medico è piuttosto di impegnarsi ad alleviare la sofferenza, invece di voler prolungare il più a lungo possibile, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi condizione, una vita che non è più pienamente umana e che va naturalmente verso il suo epilogo.»
(Dalla lettera indirizzata ai medici cattolici)